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Tempo di lettura: 8 minuti

Il calcolo ETS2 è la stima di quanto costerà alla tua azienda il prezzo europeo della CO2 applicato al gas. Si ottiene con tre dati: i metri cubi consumati in un anno, il fattore di emissione del gas naturale e il prezzo atteso della quota di emissione.

Dal primo gennaio 2027 il gas naturale entra nel nuovo sistema di scambio delle quote. Se ne parla da mesi, ma quasi sempre in termini generali: «il gas costerà di più», «servirà decarbonizzare». Chi deve fare un budget per il 2027 non ci fa niente con queste frasi.

Questo articolo non spiega di nuovo cos’è l’ETS2. Ti mette in mano il conto: come si ricava il numero dalla tua bolletta, quanto pesa nei tre scenari di prezzo che gli analisti considerano plausibili, e quali leve restano nei mesi che mancano. Se ti serve prima il quadro normativo, lo trovi nell’articolo su ETS2 e il costo del gas per le imprese.

Il calcolo ETS2 in tre passaggi

La formula è elementare. La difficoltà sta nel reperire i dati giusti, non nella matematica.

Passaggio 1 — I metri cubi. Prendi le fatture gas degli ultimi dodici mesi e somma i consumi in Smc (standard metro cubo). È la stessa voce su cui paghi oggi: la trovi nella sezione dei consumi fatturati, non in quella degli importi. Se la tua fattura riporta i kWh termici invece degli Smc, dividi per 10,57, il coefficiente di conversione convenzionale.

Passaggio 2 — Le tonnellate di CO2. Moltiplica gli Smc per 1,98 kg di CO2, il fattore di emissione convenzionale del gas naturale, e dividi per 1.000 per ottenere le tonnellate.

Passaggio 3 — Gli euro. Moltiplica le tonnellate per il prezzo atteso della quota. Qui non esiste un numero unico: le stime prudenti stanno fra 45 e 60 euro per tonnellata, la stima più citata per il 2027 è di circa 58,79 euro/tCO2, mentre gli scenari più pessimistici arrivano a 100-250 euro. Per un budget serio conviene calcolare almeno tre ipotesi.

Un esempio completo: un’azienda che consuma 100.000 Smc all’anno emette circa 198 tonnellate di CO2. A 60 euro per tonnellata, il costo aggiuntivo è di circa 11.900 euro l’anno. Non è una voce che si assorbe con la trattativa sul prezzo del gas: è un livello nuovo del costo.

Costo ETS2 per taglia di consumo: tre scenari a confronto

Questa tabella traduce il calcolo in numeri pronti. Trova la riga più vicina al tuo consumo annuo e leggi l’ordine di grandezza.

Consumo gas annuo Emissioni stimate Scenario prudente (45 €/t) Scenario centrale (60 €/t) Scenario alto (100 €/t)
20.000 Smc 40 tCO2 1.780 €/anno 2.380 €/anno 3.960 €/anno
100.000 Smc 198 tCO2 8.900 €/anno 11.900 €/anno 19.800 €/anno
500.000 Smc 990 tCO2 44.600 €/anno 59.400 €/anno 99.000 €/anno

Sul singolo metro cubo, nello scenario centrale, si parla di circa 12 centesimi in più per Smc. Rapportato al contenuto energetico sono poco più di 1 centesimo per kWh termico; negli scenari alti si arriva vicino ai 3 centesimi per kWh. Su un forno o un essiccatoio che lavora a ciclo continuo, quella cifra moltiplicata per le ore di funzionamento diventa in fretta una voce di bilancio.

Per l’insieme del sistema produttivo italiano, le analisi più citate stimano un costo compreso fra 18 e 30 miliardi di euro nel periodo 2027-2030. È la ragione per cui il tema sta entrando nelle assemblee di categoria e non solo nei convegni tecnici.

Chi paga davvero la quota (e perché la pagherai comunque)

Un equivoco diffuso: l’ETS2 non crea un adempimento in capo alla tua azienda. I soggetti obbligati ad acquistare e restituire le quote sono i fornitori di combustibile, non gli utilizzatori finali. Non dovrai aprire un conto emissioni né presentare dichiarazioni.

Questo però non ti mette al riparo. Il costo delle quote entra nel prezzo all’ingrosso del combustibile e viene trasferito a valle, esattamente come accade oggi con gli oneri di sistema. Lo confermano le analisi del Laboratorio REF Ricerche: l’obbligo sta a monte, l’effetto arriva in bolletta.

La differenza pratica è importante quando negozi la fornitura. Un contratto a prezzo fisso firmato oggi con scadenza oltre il 2027 dovrebbe già dire in modo esplicito chi si assume il rischio ETS2. Molte offerte contengono clausole di revisione per «modifiche normative sopravvenute»: leggile prima di firmare, perché è esattamente il caso che si verificherà.

Le date da segnare: 1 gennaio 2027 per l’avvio del sistema, 31 maggio 2028 per la prima restituzione delle quote riferite alle emissioni 2027. Il quadro ufficiale è sul sito della Commissione Europea.

ETS1 o ETS2: in quale sistema ricade la tua azienda

I due sistemi non si sovrappongono. L’ETS1 riguarda i grandi impianti industriali energivori — acciaierie, cementifici, raffinerie, centrali termoelettriche — già soggetti da anni a obblighi di monitoraggio e restituzione quote.

L’ETS2 copre tutto il resto: riscaldamento degli edifici non residenziali, trasporto stradale e piccola e media industria non inclusa nell’ETS1. In pratica, la stragrande maggioranza delle PMI manifatturiere italiane ricade nel secondo sistema, non nel primo. Se non hai mai ricevuto comunicazioni su autorizzazioni a emettere gas serra, sei quasi certamente in ETS2.

I combustibili interessati sono gas naturale, gasolio, benzina e GPL. Non l’energia elettrica, che sconta il prezzo della CO2 in modo indiretto, attraverso l’ETS1 applicato alla generazione termoelettrica.

Le leve che riducono davvero l’esposizione

Non esiste esenzione né compensazione: l’unica variabile su cui puoi agire sono i metri cubi. Ogni Smc non bruciato è costo ETS2 che non paghi, in aggiunta al prezzo del gas risparmiato. Questo cambia i conti di convenienza di interventi che fino a ieri rientravano a fatica.

  • Recupero di calore. Il calore di scarto dei compressori, dei forni e dei processi di raffreddamento è la fonte più economica che hai in stabilimento. Recuperarlo per preriscaldare acqua o aria di processo taglia Smc senza toccare la produzione.
  • Elettrificazione del calore a bassa e media temperatura. Sotto i 100-150 °C le pompe di calore industriali sostituiscono la caldaia con un rendimento che nessuna combustione può eguagliare.
  • Regolazione e manutenzione. Bruciatori mal tarati, coibentazioni assenti sulle linee vapore, spurghi non recuperati: interventi banali che valgono percentuali a due cifre sul consumo termico.
  • Conto Termico 3.0. Copre fino al 65% della spesa su diversi interventi di efficientamento termico. Il dettaglio è nella guida al Conto Termico 3.0 per le imprese.

Una precisazione controcorrente sulla cogenerazione. Viene proposta in questi mesi come risposta all’ETS2, ma un cogeneratore continua a bruciare gas: riduce il consumo complessivo di energia primaria, non azzera l’esposizione al costo della CO2. Resta un ottimo investimento dove il carico termico è continuo e ben dimensionato — come spieghiamo nell’articolo sulla progettazione che parte dal carico termico — ma va valutato sul mix energetico complessivo, non venduto come scudo normativo.

Il punto di partenza corretto resta la misura. La diagnosi energetica serve proprio a sapere dove finiscono i metri cubi prima di decidere dove intervenire.

Domande frequenti sul calcolo ETS2

Come si calcola il costo ETS2 per la propria azienda?

Somma gli Smc di gas consumati in dodici mesi, moltiplicali per 1,98 kg di CO2 e dividi per 1.000: ottieni le tonnellate. Moltiplica le tonnellate per il prezzo atteso della quota, calcolando almeno tre scenari fra 45 e 100 euro. Su 100.000 Smc annui il risultato va da circa 8.900 a 19.800 euro l’anno.

Quanto costerà un metro cubo di gas in più con l’ETS2?

Nello scenario centrale, con la quota a 60 euro per tonnellata, l’incremento è di circa 12 centesimi per Smc, pari a poco più di 1 centesimo per kWh termico. Negli scenari di prezzo più alti l’impatto sale verso i 3 centesimi per kWh termico. Sono stime di ordine di grandezza, non valori contrattuali.

Chi paga materialmente le quote ETS2?

I fornitori di combustibile. Sono loro a dover acquistare e restituire le quote, non le imprese utilizzatrici. Il costo viene però trasferito nel prezzo finale del gas, quindi l’effetto economico ricade comunque sull’azienda che consuma, senza alcun adempimento amministrativo a suo carico.

La mia azienda è già in ETS1: paga anche l’ETS2?

No, i due sistemi non si sovrappongono. L’ETS1 riguarda i grandi impianti energivori già soggetti a obblighi di monitoraggio e restituzione. L’ETS2 copre gli edifici non residenziali, il trasporto stradale e la piccola industria esclusa dall’ETS1, dove ricade la maggior parte delle PMI manifatturiere italiane.

Come si riduce l’esposizione all’ETS2 prima del 2027?

Riducendo i metri cubi consumati, perché non esistono esenzioni. Le leve più rapide sono il recupero del calore di scarto, la taratura dei bruciatori e la coibentazione delle linee termiche; quelle strutturali sono l’elettrificazione del calore a bassa e media temperatura e il recupero da processi esistenti, con il supporto del Conto Termico 3.0.

Fai il tuo calcolo ETS2 sui dati veri

La tabella di questo articolo dà l’ordine di grandezza. Il numero che finisce nel budget 2027 va costruito sui tuoi consumi reali, distinguendo il gas di processo da quello per riscaldamento: solo il primo si può ridurre con interventi tecnologici, il secondo con l’involucro e la regolazione.

Richiedi un audit energetico gratuito: analizziamo le tue fatture gas, calcoliamo l’esposizione ETS2 nei tre scenari e quantifichiamo quanto ne resta dopo gli interventi che hanno un rientro accettabile. Scopri come riduciamo i costi energetici delle imprese.