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Chi produce con il calore ha imparato a convivere con un gas che cambia prezzo ogni mese. Quello che sta arrivando è diverso: non è una fiammata di mercato, è un costo che entra nel prezzo del metano e non se ne va più. L’ETS2 è il secondo sistema europeo di scambio delle quote di emissione: dal 2027 mette un prezzo sulla CO2 dei combustibili usati per riscaldare gli edifici non residenziali, per il trasporto stradale e per la piccola industria fuori dal perimetro ETS1. Per un’azienda con un forno, una caldaia di processo o un capannone da scaldare, significa che ogni metro cubo di gas costerà qualcosa in più, ogni anno, per sempre. La buona notizia è che restano due esercizi per intervenire sui consumi. Vediamo i numeri.
ETS2 imprese: cos’è e quando parte davvero
L’ETS2 è l’estensione del meccanismo europeo di scambio delle quote di emissione a settori finora esclusi: riscaldamento degli edifici non residenziali, trasporto su strada e piccola industria non coperta dall’ETS1. La base normativa è la direttiva 2003/87/CE come modificata nel 2023, recepita in Italia con il D.Lgs. 147/2024.
Il calendario è già scritto:
- 2024-2026: fase di monitoraggio, con obbligo di comunicazione delle emissioni per i soggetti coinvolti.
- 1° gennaio 2027: avvio operativo, con le prime aste delle quote.
- 31 maggio 2028: prima restituzione delle quote, riferita alle emissioni del 2027.
Non è un adempimento che arriverà con una raccomandata. È un rincaro che si presenterà come una riga in più nel prezzo del gas.
Chi paga l’ETS2 e perché la tua azienda lo sentirà lo stesso
Formalmente i soggetti obbligati sono i fornitori di combustibili, non le imprese che li usano. Nessuna azienda manifatturiera dovrà aprire un conto quote o partecipare alle aste. Il costo, però, viene trasferito lungo la filiera e finisce nel prezzo di gas naturale, gasolio, benzina e GPL.
Le stime di prezzo della quota oscillano parecchio. Gli scenari prudenti indicano 45-60 €/tCO2 nella fase di avvio, con valori intorno a 58,79 €/tCO2 nelle proiezioni per il 2027. Gli scenari più severi, come quelli elaborati da Citi, arrivano a ipotizzare 100-250 €/tCO2, con un costo per l’economia italiana stimato tra 18 e 30 miliardi di euro nel periodo 2027-2030. Sul gas naturale, negli scenari alti, l’impatto si traduce in circa 3 centesimi di euro per kWh termico.
Quanto pesa su un capannone: il conto sui metri cubi
I miliardi non dicono nulla a chi deve chiudere un bilancio. Il calcolo utile è un altro. Bruciare un metro cubo standard di gas naturale genera circa 2 kg di CO2: un’azienda che consuma 100.000 Smc all’anno emette quindi circa 200 tonnellate di CO2.
| Prezzo quota | Costo annuo aggiuntivo | Impatto per Smc |
|---|---|---|
| 45 €/tCO2 | 9.000 € | +0,09 €/Smc |
| 60 €/tCO2 | 12.000 € | +0,12 €/Smc |
| 100 €/tCO2 | 20.000 € | +0,20 €/Smc |
Su una spesa gas che oggi, per quel volume, vale intorno ai 45.000 euro l’anno, si parla di un aggravio compreso tra il 20% e il 44%. E vale la pena ripeterlo: non è una una tantum, è il nuovo pavimento del prezzo. Chi consuma 300.000 Smc moltiplica per tre.
Come ridurre l’esposizione all’ETS2 da qui al 2027
La logica è semplice: il costo si applica ai metri cubi bruciati, quindi si difende chi ne brucia di meno. In ordine di rapporto tra risultato e sforzo:
- Misurare il consumo termico per reparto e per ora. Nella maggior parte degli stabilimenti che seguiamo, tra il 5% e il 15% del gas se ne va in linee lasciate in temperatura fuori produzione. Un sistema di monitoraggio energetico lo rende visibile in poche settimane.
- Recuperare il calore che oggi esce dal camino. Recuperatori, preriscaldo dell’aria comburente ed economizzatori sono interventi con rientri tipici tra i 2 e i 4 anni, che con l’ETS2 si accorciano.
- Rivedere il mix di generazione. Qui una precisazione controcorrente: la cogenerazione a gas abbatte il consumo complessivo di energia primaria, ma resta esposta al prezzo della CO2. Restano più protette biomassa, recupero termico e pompe di calore ad alta temperatura, dove il processo lo consente.
- Rinegoziare la fornitura con il nuovo scenario in mano. Le condizioni contrattuali del gas per il 2027 si stanno definendo adesso: la revisione dei contratti luce e gas ha senso prima, non dopo.
Il quadro normativo europeo aggiornato è disponibile sul portale della Commissione europea dedicato al clima, mentre il recepimento nazionale è consultabile sul sito del MASE.
Domande frequenti sull’ETS2
Che cos’è l’ETS2 e quando entra in vigore?
L’ETS2 è il secondo sistema europeo di scambio delle quote di emissione, applicato ai combustibili usati per il riscaldamento degli edifici non residenziali, per il trasporto stradale e per la piccola industria. Diventa operativo il 1° gennaio 2027, con la prima restituzione delle quote fissata al 31 maggio 2028.
Chi paga materialmente l’ETS2?
Gli obblighi ricadono sui fornitori di combustibili, che acquistano le quote e le restituiscono. Le imprese utilizzatrici non hanno adempimenti diretti, ma vedono il costo trasferito nel prezzo di gas e carburanti. In pratica si paga in bolletta, senza alcuna dichiarazione da presentare.
Quanto aumenterà il costo del gas per un’azienda dal 2027?
Dipende dal prezzo delle quote. Con una quota tra 45 e 100 €/tCO2, l’aggravio si colloca tra 0,09 e 0,20 euro per metro cubo di gas. Un’azienda da 100.000 Smc all’anno spenderà quindi tra 9.000 e 20.000 euro in più, a parità di consumo.
Conviene aspettare il 2027 per intervenire?
No. Gli interventi sul calore hanno tempi di progettazione e realizzazione di 6-18 mesi, e i rientri si calcolano su un prezzo del gas che dal 2027 sarà più alto. Chi avvia oggi la diagnosi arriva alla scadenza con i consumi già ridotti, invece di subire il rincaro per intero.
Quanti metri cubi puoi togliere prima del 2027?
L’ETS2 non si negozia e non si aggira: si affronta riducendo i consumi termici. La domanda giusta non è quanto costerà la quota, ma quanti metri cubi la tua azienda può eliminare da qui a due anni senza toccare la produzione.
Richiedi un audit energetico gratuito: misuriamo i consumi termici reali del tuo stabilimento e ti diciamo quali interventi ripagano prima che il costo della CO2 entri in bolletta.