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Da qualche settimana il telefono squilla per lo stesso motivo: “ho letto che c’è un nuovo incentivo sul fotovoltaico, mi conviene aspettare?”. La domanda arriva da imprenditori che hanno un capannone, un tetto libero e un preventivo fermo sulla scrivania da mesi. Il decreto FER X è il meccanismo con cui lo Stato sostiene la produzione di energia da fonti rinnovabili ormai vicine alla competitività di mercato: garantisce un prezzo di riferimento sull’energia immessa in rete per vent’anni, invece di un contributo a fondo perduto. La differenza non è formale: cambia il piano economico dell’impianto e cambia a chi conviene davvero. Qui trovi i numeri, un esempio su un capannone e il criterio per decidere senza aspettare altri sei mesi.
Decreto FER X: cosa prevede e chi può accedere
Il decreto del Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica n. 194 del 18 giugno 2026 è in vigore dal 7 agosto 2026 e resterà attivo fino al 31 dicembre 2030. Il contingente complessivo è di 37,15 GW di nuova capacità rinnovabile, di cui 10 GW riservati al fotovoltaico in accesso diretto.
Le due porte d’ingresso sono separate per taglia:
- Impianti fino a 1 MW: accesso diretto, senza gara. È la fascia in cui rientra la quasi totalità dei tetti industriali italiani.
- Impianti oltre 1 MW: aste al ribasso, con graduatoria e prezzo offerto.
Sotto i 200 kW il GSE ritira l’energia e riconosce una tariffa omnicomprensiva. Tra 200 kW e 1 MW l’energia resta nella disponibilità del produttore e si applica un contratto per differenza a due vie: se il prezzo di mercato scende sotto il valore di riferimento, il GSE integra la differenza; se sale sopra, l’impresa la restituisce. Le regole operative del GSE sono state pubblicate il 7 agosto 2026, mentre ad ARERA spetta la determinazione dei prezzi per l’accesso diretto entro 90 giorni dall’entrata in vigore.
Quanto vale l’incentivo FER X per un impianto aziendale
Il prezzo di esercizio di riferimento per il fotovoltaico nuovo è fissato a 80 €/MWh, con una forbice d’asta compresa tra 65 e 95 €/MWh per gli impianti sopra il megawatt. A questo valore si aggiungono due premi che pesano più di quanto sembri:
| Voce | Valore | Note |
|---|---|---|
| Prezzo di esercizio fotovoltaico | 80 €/MWh | Riferimento per il contratto per differenza |
| Premio rimozione amianto o eternit | +27 €/MWh | Fino a 107 €/MWh in accesso diretto |
| Premio impianti su superfici d’acqua | +10 €/MWh | Bacini e vasche industriali o agricole |
| Durata | 20 anni | Dalla data di entrata in esercizio |
Un dettaglio che nei comunicati non si legge: l’accesso diretto si chiude 60 giorni dopo il raggiungimento dei 10 GW di contingente nazionale, anche prima del 2030. Chi arriva tardi trova la porta chiusa, non una tariffa più bassa.
FER X o autoconsumo: dove sta il risparmio vero
Qui la nostra opinione è netta e va contro il tono entusiasta di questi giorni: il FER X remunera l’energia che immetti in rete, non quella che consumi. Per un’azienda che lavora di giorno e autoconsuma bene, il grosso del beneficio economico resta l’autoconsumo, dove l’energia autoprodotta costa 55-85 €/MWh contro i 250-300 €/MWh del prezzo finale in bolletta.
Un esempio concreto. Capannone con impianto da 300 kWp, produzione annua di circa 345.000 kWh, autoconsumo al 60%. I 207.000 kWh autoconsumati valgono circa 53.800 euro all’anno di mancato acquisto a 0,26 €/kWh. I 138 MWh immessi in rete, con il contratto per differenza a 80 €/MWh, non generano un contributo fisso: se il prezzo di mercato si ferma a 60 €/MWh l’impresa incassa 20 €/MWh, cioè 2.760 euro; se il mercato sale a 95 €/MWh, l’impresa restituisce la differenza. È una copertura dal rischio prezzo, non un premio.
Con l’amianto il quadro cambia. Stesso impianto, copertura in eternit da bonificare: la tariffa sale a 107 €/MWh e su 138 MWh immessi, con mercato a 70 €/MWh, il differenziale vale circa 5.100 euro all’anno per vent’anni. Sono oltre 100.000 euro che entrano nel piano di rimozione della copertura. Per questo a chi ha tetti in eternit diciamo di guardare il FER X prima di ogni altra cosa, e a chi è già all’80% di autoconsumo di non rimandare l’impianto aspettando l’incentivo.
Cosa fare adesso, in ordine
Tre passaggi, nell’ordine giusto:
- Misura il profilo di consumo orario. Senza curva di carico non sai quanto autoconsumeresti davvero: un cruscotto energetico lo dice in poche settimane.
- Dimensiona sull’autoconsumo, non sui metri quadri di tetto. Con consumi spostati sulla sera, valuta un sistema di accumulo prima di allargare il campo.
- Verifica il FER X in fase di progetto, insieme alle leve fiscali: il nuovo impianto fotovoltaico aziendale si può abbinare a formule a zero anticipo quando la liquidità serve altrove.
Il testo integrale è consultabile sul sito del MASE, mentre le regole operative e la modulistica sono pubblicate dal GSE.
Domande frequenti sul decreto FER X
Che cos’è il decreto FER X e chi può accedere?
È il decreto MASE n. 194 del 18 giugno 2026 che incentiva la produzione elettrica da fonti rinnovabili con costi vicini alla competitività di mercato. Possono accedere imprese e produttori: fino a 1 MW in accesso diretto, oltre il megawatt tramite aste al ribasso. L’incentivo dura vent’anni e riguarda l’energia immessa in rete.
Quanto vale l’incentivo FER X per un impianto fotovoltaico aziendale?
Il prezzo di esercizio di riferimento per il fotovoltaico è 80 €/MWh, con premi aggiuntivi di 27 €/MWh per la rimozione di amianto e 10 €/MWh per gli impianti su superfici d’acqua. Il valore effettivo dipende dal prezzo di mercato: il contratto per differenza copre lo scarto in entrambe le direzioni.
Conviene di più il FER X o l’autoconsumo?
L’autoconsumo, quasi sempre. Un kWh autoprodotto e consumato in azienda evita un costo di 0,25-0,30 euro, mentre lo stesso kWh immesso in rete viene valorizzato intorno a 0,08 euro. Il FER X va letto come stabilizzatore del prezzo sull’energia in eccesso, utile soprattutto con tetti grandi e consumi contenuti.
Il tuo tetto lavora o sta fermo?
Il decreto FER X sposta qualche euro per MWh. La bolletta della tua azienda si sposta di decine di migliaia di euro all’anno, e dipende da quanta energia riesci a produrre e consumare in casa. Prima di scegliere un incentivo, serve sapere quanto consumi, quando lo consumi e quanto ne potresti coprire.
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